Gentile Dottoressa Tamburino,
ho letto la sua risposta e desidero replicare ad alcune sue affermazioni, mantenendo un tono equilibrato per chiarire la mia posizione.
Innanzitutto, riguardo all'utilizzo dell'indirizzo email precedente, desidero ribadire quanto già comunicato: si è trattato di una svista dovuta a una pausa lavorativa, e ho provveduto a utilizz...
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Gentile Dottoressa Tamburino,
ho letto la sua risposta e desidero replicare ad alcune sue affermazioni, mantenendo un tono equilibrato per chiarire la mia posizione.
Innanzitutto, riguardo all'utilizzo dell'indirizzo email precedente, desidero ribadire quanto già comunicato: si è trattato di una svista dovuta a una pausa lavorativa, e ho provveduto a utilizzare il nominativo corretto.
Mi permetto di suggerire, qualora non fosse già prassi, l'adozione di due linee di comunicazione distinte, una professionale e una privata, per una gestione più efficiente delle interazioni con i pazienti. In tal senso, ho riscontrato difficoltà nel reperire un contatto dedicato alla sua segreteria.
Per quanto concerne la sua presunta disponibilità all'invio delle fotografie del mio intervento, devo constatare con rammarico di non averle ancora ricevute. La chiusura del suo numero privato, sebbene lei ne abbia spiegato le ragioni, ha di fatto interrotto ogni possibilità di chiarimento diretto.
In merito ai controlli post-operatori, ricordo che durante l'ultima visita lei diede per concluso il percorso. Se avessi avuto un ulteriore appuntamento fissato, non avrei avuto motivo di mancare.
Trovo poco chiara la sua definizione di richiesta "poco equilibrata". La mia unica richiesta è stata quella di poter visionare le fotografie dell'intervento, comprendendo pienamente che si trattava di materiale risalente a quattro anni fa e lasciando a lei la discrezione sulla fattibilità di tale richiesta, senza alcuna pretesa o obbligo da parte sua.
Riguardo al suo presunto consiglio di intraprendere un percorso psicologico in alternativa all'intervento, devo smentire categoricamente tale affermazione. Non c'è mai stato un suo suggerimento in tal senso. Concordo pienamente sul fatto che un supporto psicologico possa essere utile per gestire il disagio emotivo, ma esso non può in alcun modo correggere un difetto estetico come quello da me riscontrato. Un approccio integrato tra chirurgia e supporto psicologico può certamente essere auspicabile in alcuni casi, ma la sua interpretazione sembra suggerire una completa sostituzione dell'intervento con un percorso psicologico, il che non corrisponde alla realtà dei fatti.
Infine, non ritengo che la mia recensione e le mie successive comunicazioni siano frutto di una lamentela o di uno stato di vulnerabilità, ma derivano dalla consapevolezza, a distanza di anni, di un risultato chirurgico che, pur essendo tecnicamente valido per la parte centrale dell'orecchio, presenta una disarmonia dovuta alla mancata considerazione dei lobi. La mia richiesta di visionare le fotografie, tralasciando la sua opinione in merito, era motivata dal desiderio di avere un riscontro visivo dell'intervento eseguito. La sua indisponibilità in tal senso non fa che intensificare la mia percezione di una mancanza di sensibilità verso le mie esigenze.
In conclusione, comprendo la difficoltà per un professionista nel ricevere feedback negativi, ma credo fermamente che anche le critiche costruttive possano rappresentare un'opportunità di crescita e miglioramento, senza intaccare la propria professionalità. Spero che questa mia replica possa contribuire a chiarire ulteriormente la mia posizione e a stimolare una riflessione.
Rosario I.
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